Tutorial trasparenza

Il punto di partenza è una figura seminuda già colorata. Quella che vedete è colorata con un marker Ivory per la pelle, un Sandstone per i capelli e un pervinca per gli slip. Osservate come lo slip non sia ripassato a penna. E’ invece TROPPO ripassato un fianco: dove dobbiamo creare un effetto vedo/non vedo non sono indicati segni di contorno forti. Sarebbe bello dire che l’ho fatto proprio per farvi notare l’errore ma no, è un errore mio e basta, me ne sono accorta quando ormai ero avanti col lavoro. QUINDI voi non fate errori simili. Potete anche colorare con i pastelli, ma dovrete, in seguito, prestare più attenzione al sovrapporsi dei colori.

tutorial trasparenza_1

Disegnate su questa ragazza una sottoveste come quella che vedete in figura. Se vi viene un po’ più lunga, corta o larga lasciate com’è, è meglio che non ci siano troppe cancellature. Ripassatela a penna con tratto veloce, leggero e sicuro. Sul “reggiseno” tracciate A MATITA un reticolato che servirà da base per fare il pizzo.

tutorial trasparenza_2

Con un pastello nero cominciate a stendere una prima mano, leggera e omogenea, di colore su tutta la “gonna” della sottoveste. Sul reggiseno aiutandovi con la grigia a matita tracciate dei puntini a distanze uguali. Intorno a questi puntini disegnate poi dei fiori, per ora sempre a matita, poi ripassateli a penna (02). SE vi sentite molto sicure fateli a penna direttamente.
tutorial trasparenza_3

tutorial trasparenza_4

Accentuate, con altri passaggi di nero, le ombre sulla sottoveste: ai lati, dove le ondulazioni della stoffa creano ombra, dove c’è sovrapposizione di tessuto. Cercate di tenere la matita nera sempre ben temperata e non lavorate di punta, ma di piatto, cioè tenetela inclinata: farete prima e meglio.

tutorial trasparenza_6

Rifinite il tutto con alcuni tocchi di matita gomma sulle zone che volete mettere in luce (sempre che abbiate usato i marker per la pelle, se avete usato le matite colorate è meglio di no) e alcuni particolari: nelle zone del corpo che sono rimaste coperte fate un po’ di ombre con un pastello, e intorno al reggiseno uno “smerlino” che rappresenta un piccolo bordo increspato di pizzo.

Concludo con una piccola aggiunta che si può fare con Photoshop per un effetto “Nove settimane e mezzo”, mettendo cioè la figura in controluce. E’ chiaro che tutto il lavoro fatto viene a perdersi un po’, ma ci tenevo a farvi vedere questo effetto che ovviamente si può avere con qualsiasi altra immagine. Così, per farvi venire voglia di capire come si fa.

ttutorial trasparenza_7

 

 

Annunci

Il mood

Il mood, o moodboard, è la “copertina” della vostra collezione, una specie di “trailer” che fa capire a chi si appresta a guardarla cosa deve aspettarsi. Letteralmente significa “emozione, stato d’animo” e deve per l’appunto esprimere tramite forme e colori le emozioni che dovrebbe suscitare la collezione stessa.

Ho cercato in rete immagini con le chiavi di ricerca Jane Austen, Regency (il periodo di reggenza inglese in cui si svolgono le vicende), 1800- 1820 costume and fashion,
Continua a leggere “Il mood”

Relazione finale

Aggiornamento e conclusione, con un esempio.

Punto primo. La relazione è finale finché siete a scuola. Nella realtà lavorativa è una presentazione che si affianca al mood, di cui è anzi il completamento scritto. Quindi dovrebbe essere iniziale, non finale. Voi però di solito non sapete cosa volete fare, all’inizio….. Continua a leggere “Relazione finale”

Centrare il bersaglio: chi compra i vostri capi?

collezione_prewiewHo deciso di fare 3 post dedicati alla progettazione. Gli esempi che farò sono adatti, apparentemente e comunque non a caso, alla 4 B che deve ancora finire la collezione mare a tema etico, ma i concetti sono validi anche per la quinta.

Quando progettiamo qualcosa dovremmo chiederci per chi lo facciamo. La risposta non è “la prof”, ma quello che in gergo si chiama target, cioè bersaglio.
Chi vogliamo che compri gli oggetti che inventiamo?
Non possono essere “per tutti”. Ognuno di noi, chi più chi meno, ha piacere di essere considerato speciale. Anche dai propri vestiti, cioè da chi li ha inventati…
Non desidero sentirmi parte di una massa indistinta, voglio che il vestito mi comunichi “guarda, mi hanno fatto per te che sei così e così”.
Per spiegare il concetto non ho trovato di meglio che ricorrere a me stessa, avendo la certezza di quello che penso e sento. L’esempio che sto per farvi non è un’ipotesi, è un insieme di fatti e sentimenti reali. Continua a leggere “Centrare il bersaglio: chi compra i vostri capi?”

Tessuti, come sceglierli e definirli

Per ora parliamo di tessuti a navetta, cioè fatti a telaio con ordito e trama. La maglia è una cosa diversa. Io non so con certezza quanto ne sappiate e faccio un riassuntino che per qualcuno conterrà delle cose ovvie.

Tutto ciò comunque ha lo scopo di chiarirvi che E’ OBBLIGATORIO indicare i tessuti che volete usare per i capi che disegnate. E indicarli con una certa precisione.
Continua a leggere “Tessuti, come sceglierli e definirli”

Tutorial: colorare con i marker

velluto 4__rinascimentoUna cappa di velluto rosso

Questa a fianco (solo Dio sa come e dove la vedrete voi sui vostri device…) è l’immagine finita di una modernizzazione di cappa rinascimentale, con tanto di aggiunta di motivo e ombra con Photoshop, messe tanto per far capire che è possibile fare anche queste cose…
Ma oggi ci occupiamo di colorare e basta. Quindi partiamo dagli ingredienti: marker, matite colorate e bianche, uniposca bianco, penna nera BUONA.
Continua a leggere “Tutorial: colorare con i marker”