Storie di famiglia con rosmarimo

Ecco un’edificante vicenda familiare. Lo so che l’ho già scritta, ma all’epoca avevo appena aperto questa pagina e mi leggevano 4 persone. Adesso saranno 10…. E quest’immagine qualcuno l’ha già vista, ma è proprio qui che doveva andare.

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Mia madre è un alloro

E mio padre – quindi – il sole.

I ruoli avrebbero potuto invertirsi. Non ho mai saputo chi e perchè rappresenta il maschio e chi la femmina. Per molte culture il sole è di genere femminile, e presso di noi l’alloro è maschile. Sta di fatto che mia madre amava l’alloro, e mio padre, Bel detto anche Belin, genovesi ridete pure poi riflettete, sorgeva ogni mattina.
Quello che chiamiamo Apollo viene dai greci assimilato ad uno stupratore – come tutti i loro dei-, e Dafne ad una ninfa ritrosa, che pur di conservare la verginità chiese di diventare una pianta. Continua a leggere “Mia madre è un alloro”

La mamma di Cenerentola era un nocciolo?

E’ la prima volta che passo un post da facebook al blog e non viceversa. Su facebook di solito l’alleggerisco. Invece stavolta praticamente resta uguale perchè è una storiella già lunghettina anche là.

Disegno: che c’entra? A parte che c’entra e per chi lo capisce c’è un premio, ho cercato un disegno che non avessi già messo ma per quanti alberi io abbia disegnato in vita mia non ce n’era uno giusto. Tranne questo.
Ogni tanto anche Cenerentola si sarà fatta un bagno, e se la sua famigliola non le dava l’accesso alla vasca coi piedini cromati – perchè era gente cattiva – restava il fiume. Tra i tanti arbusti vicino al fiume ce n’è uno che può benissimo essere un nocciolo.

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Alberi sacri, introduzione al tema con ricordi d’infanzia

Una cosa proprio leggera, ok?
Prima cosa, quali sono: praticamente possono esserlo tutti.
Perché: vengono su dalla terra, vanno verso il cielo, nutrono sempre qualcuno, apparentemente non hanno bisogno di niente. E ad ogni inverno sembra muoiano, ma sembra solo.

A fianco: Max Ernst, frottage.

Notiamo, lo diceva anche quella vecchia volpe di Mircea Eliade, come a volte una pianta, un albero specialmente, possa rappresentare il cosmo tutto. Oppure una parte qualsiasi, secondo necessità. Ci sono divinità che si presentano in forma d’albero (anche di animale, o qualsiasi altra cosa, se è per quello), di solito per simboleggiare fecondità, opulenza, salute, immortalità, rinascita… in certe leggende la specie umana deriva da qualche specie vegetale o vi ritorna quando è in difficoltà.
In breve tutto quello che “è”,  tutto quanto è vivente e creatore, in stato di continua rigenerazione, è rappresentabile in forma vegetale. La primavera, lo so di tornare sempre a questo ma non me lo sono mica inventata io, è una resurrezione della vita universale e di conseguenza della vita umana.
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L’artemisia e quello scuro

L’artemisia è la prima “pianta magica” che trattiamo e sarà utile definire alcuni punti.

In tutta l’antichità e fino all’Ottocento il mondo vegetale è stato la farmacia dei popoli. Che una pianta aiuti a guarire da un malanno non la rende magica. E’ normale.
Con pianta magica intendiamo una pianta che ha una delle seguenti caratteristiche, o entrambe: a) non solo cura qualche malanno ma induce modificazioni di coscienza e d’umore, b) è profondamente connessa con qualche divinità o spirito naturale.
Nell’uso popolare, identificando l’umore malinconico con uno spirito malevolo, una pianta che rilassa e fa passare la malinconia può ad esempio essere definita “scacciadiavoli”:  in effetti è abbastanza naturale che chi si era sentito triste o angosciato, e avesse visto svanire questi sentimenti dopo aver usato una pianta, si dicesse “è proprio magica…”.
Non sempre è chiaro che tali piante, se prese in eccesso, possono far male. Come tutto. Ricordiamo sempre che la parola farmaco deriva dal greco dove letteralmente significa veleno. Quindi attenzione alle dosi. L’artemisia è una pianta magica.

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La Signora delle foreste – fine

alberibianchi_incisioneConcludo l’articolo sulla betulla dopo la visita ad un vero boschetto, di origini molto antiche, insediatosi all’interno di un castagneto vicino a Zocca, sull’appennino tosco-emiliano.

Pare che queste betulle vivano e si riproducano lì dall’ultima glaciazione: sono piante nordiche, non se ne trovano facilmente di spontanee, sull’appennino. Lì hanno evidentemente trovato un microclima ed un ambiente favorevole e vi si sono adattate.
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La Signora delle foreste

bosco betulle di notte2La betulla. Che pianta. Letteralmente un mito.

A molti e soprattutto molte interesserà per le sue doti drenanti e quindi “anticellulitiche”, per cui è nota.  Ma ha molte altre doti e un ricco e leggendario passato. Le sue proprietà, dal punto di vista fitoterapico, sono in parte simili a quelle del frassino, non a caso anch’esso albero leggendario. Credo che linfa di betulla e frassino insieme creino una sinergia formidabile, poi vedremo per cosa…

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Canapa!

effetti sul cervello del THCPrima puntata (perchè c’è molto da dire….)
E’ giunta l’ora di parlare un po’ di canapa. La mia è canapa industriale, come quella di Easyjoint che ultimamente ha fatto molto scalpore (complimenti ai produttori, ottima operazione commerciale).

Come la uso io è ampiamente descritto nel video di cui ogni tanto compare il link, cioè questo: https://youtu.be/sg1QxnhDef4.
Ho una sindrome reumatica da quando ero ragazzina e ho voluto provare, potendo coltivarla da sola, a usarla per curarmi e, come concludo nel video, sto meglio.

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