Blodeuwedd

“Dalle carni di fiore” questo significa il nome.

Dal rosmarino alla canapa, come dal cedro all’issopo biblici, si può ricavare qualcosa di meraviglioso e inaspettato. Questa è l’ultima storia ( che racconto) delle dee primaverili perchè poi tra un po’ è estate e rinasco anch’io.  E’ talmente primaverile, costei, che è fatta di fiori. Però ha qualche tratto imprevisto, meno “gentile” di quel che si può pensare..
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Storie di famiglia con rosmarimo

Ecco un’edificante vicenda familiare. Lo so che l’ho già scritta, ma all’epoca avevo appena aperto questa pagina e mi leggevano 4 persone. Adesso saranno 10…. E quest’immagine qualcuno l’ha già vista, ma è proprio qui che doveva andare.

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Mia madre è un alloro

E mio padre – quindi – il sole.

I ruoli avrebbero potuto invertirsi. Non ho mai saputo chi e perchè rappresenta il maschio e chi la femmina. Per molte culture il sole è di genere femminile, e presso di noi l’alloro è maschile. Sta di fatto che mia madre amava l’alloro, e mio padre, Bel detto anche Belin, genovesi ridete pure poi riflettete, sorgeva ogni mattina.
Quello che chiamiamo Apollo viene dai greci assimilato ad uno stupratore – come tutti i loro dei-, e Dafne ad una ninfa ritrosa, che pur di conservare la verginità chiese di diventare una pianta. Continua a leggere “Mia madre è un alloro”

Sulla canapa industriale

Alcune persone mi hanno scritto in privato per avere delucidazioni sulla canapa, come si può coltivare, cosa farne etc.. Esse (le informazioni) si possono ovviamente trovare in rete, ma essendo state queste persone gentili e avendo io il dono della sintesi rispondo qui ed ora a tutte le domande fattemi.

ATTENZIONE: LEGGERE BENE LE AVVERTENZE A LATO (quelle dove dice che io non sono responsabile di niente).

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La mamma di Cenerentola era un nocciolo?

E’ la prima volta che passo un post da facebook al blog e non viceversa. Su facebook di solito l’alleggerisco. Invece stavolta praticamente resta uguale perchè è una storiella già lunghettina anche là.

Disegno: che c’entra? A parte che c’entra e per chi lo capisce c’è un premio, ho cercato un disegno che non avessi già messo ma per quanti alberi io abbia disegnato in vita mia non ce n’era uno giusto. Tranne questo.
Ogni tanto anche Cenerentola si sarà fatta un bagno, e se la sua famigliola non le dava l’accesso alla vasca coi piedini cromati – perchè era gente cattiva – restava il fiume. Tra i tanti arbusti vicino al fiume ce n’è uno che può benissimo essere un nocciolo.

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Più alchimia per tutti

Dato che a volte vi faccio riferimento, anche se chi legge qua magari ne sa già molto più di me, magari anche no ed è giunta l’ora di farne qualche cenno. E a questo punto a chi legge rivolgo una preghiera. Ditemi se si è capito quel che ho scritto o no.

Questo articolo procederà come un’opera alchemica. Al momento siamo nella prima fase dell’opera: la materia viene “travagliata”, cioè lavorata (tagliata, incollata, aggiunta, trasformata… ) per cui allo stato attuale è un po’ un casino.
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Alberi sacri, introduzione al tema con ricordi d’infanzia

Una cosa proprio leggera, ok?
Prima cosa, quali sono: praticamente possono esserlo tutti.
Perché: vengono su dalla terra, vanno verso il cielo, nutrono sempre qualcuno, apparentemente non hanno bisogno di niente. E ad ogni inverno sembra muoiano, ma sembra solo.

A fianco: Max Ernst, frottage.

Notiamo, lo diceva anche quella vecchia volpe di Mircea Eliade, come a volte una pianta, un albero specialmente, possa rappresentare il cosmo tutto. Oppure una parte qualsiasi, secondo necessità. Ci sono divinità che si presentano in forma d’albero (anche di animale, o qualsiasi altra cosa, se è per quello), di solito per simboleggiare fecondità, opulenza, salute, immortalità, rinascita… in certe leggende la specie umana deriva da qualche specie vegetale o vi ritorna quando è in difficoltà.
In breve tutto quello che “è”,  tutto quanto è vivente e creatore, in stato di continua rigenerazione, è rappresentabile in forma vegetale. La primavera, lo so di tornare sempre a questo ma non me lo sono mica inventata io, è una resurrezione della vita universale e di conseguenza della vita umana.
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L’artemisia e quello scuro

L’artemisia è la prima “pianta magica” che trattiamo e sarà utile definire alcuni punti.

In tutta l’antichità e fino all’Ottocento il mondo vegetale è stato la farmacia dei popoli. Che una pianta aiuti a guarire da un malanno non la rende magica. E’ normale.
Con pianta magica intendiamo una pianta che ha una delle seguenti caratteristiche, o entrambe: a) non solo cura qualche malanno ma induce modificazioni di coscienza e d’umore, b) è profondamente connessa con qualche divinità o spirito naturale.
Nell’uso popolare, identificando l’umore malinconico con uno spirito malevolo, una pianta che rilassa e fa passare la malinconia può ad esempio essere definita “scacciadiavoli”:  in effetti è abbastanza naturale che chi si era sentito triste o angosciato, e avesse visto svanire questi sentimenti dopo aver usato una pianta, si dicesse “è proprio magica…”.
Non sempre è chiaro che tali piante, se prese in eccesso, possono far male. Come tutto. Ricordiamo sempre che la parola farmaco deriva dal greco dove letteralmente significa veleno. Quindi attenzione alle dosi. L’artemisia è una pianta magica.

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Bevanda a base di canapa industriale

FINE copiaFinalmente posso mettere questo articolo sul blog avendo suddiviso i settori “piante” e “scuola”. Non so quanto ancora terrò la parte “scuola” per comunicare con i miei alunni a distanza … però è comodissimo il blog per gli studenti!

E comunque. Parliamo sempre di canapa industriale, quella che più legale non si potrebbe, ma la maggior parte delle persone non ha le idee chiare. Specie se ha sedici anni o un figlio di sedici anni che si fa qualche canna.
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