Storie di famiglia con rosmarimo

Ecco un’edificante vicenda familiare. Lo so che l’ho già scritta, ma all’epoca avevo appena aperto questa pagina e mi leggevano 4 persone. Adesso saranno 10…. E quest’immagine qualcuno l’ha già vista, ma è proprio qui che doveva andare.

Insomma c’era un ragazzo che verso i vent’anni decise che stava diventando calvo. La sua mamma lo guardava costernata – anche perchè non le sembrava. Tuttavia la sua insistenza e il suo dolore la portavano a pagargli dermatologi, endocrinologi, e soprattutto farmacisti, che gli rivendevano chilate di prodotti utili ad avere una folta chioma.
Erano prodotti costosissimi, sembrava non funzionassero e tutto era triste.

In più il ragazzo aveva ottenuto l’avallo di un qualche medico che attestava alopecia. Era un chiaro caso di mamma che trova bellissimo il suo scarrafone e vede capelli dove non ci sono.
Essendo tale alopecia sostenuta da evidente dermatite, la mamma gli propose la crema del dott. K, in cui aveva grande fiducia. Data la provenienza del consiglio, il ragazzo non lo prese in considerazione neanche per ischerzo.
Durante questi anni disperati la mamma aveva allestito una coltivazione di pianticelle di rosmarino che erano diventate gigantesche e non si sapeva cosa farne.

Questa signora quindi, con l’aiuto di una scuola tecnico-agraria dei paraggi, ne fece olio essenziale.
Un bel giorno il ragazzo si rasò la testa per rinforzare i bulbi e si mise al computer: la mamma, approfittando di tale fragilità temporanea, gli chiese se poteva fargli un massaggio e lui senza pensarci disse di sì.

Ella mescolò allora crema del dott. K., oleolito di calendula e olio essenziale di rosmarino e massaggiò poi il cranio del figlio con tale mistura.
La cosa si ripetè nei giorni seguenti allorchè la fissità del giovane al computer lo permise; un giorno in cui la madre lo osservò massaggiarsi da sè -sempre con quella mistura- saggiamente comprese che il figlio era sulla via dell’autonomia.

CONCLUSIONE: il ragazzo, ora di 25 anni, usa da un anno l’olio di rosmarino, mescolato quando c’è alla crema del dott. K. (il nostro geniale medico della mutua), ma essendogli passata la dermatite, anche solo con un po’ d’acqua o olio qualsiasi per diluirlo (mai usare gli oli essenziali puri!), e non frequenta più dermatologi, endocrinologi nè soprattutto farmacisti. Non teme più di diventare calvo e consiglia la madre (che ora rispetta, anche se solo per quanto riguarda quella produzione) di vendere il suo olio come “anticalvizie”.

CONCLUSIONE DELLA CONCLUSIONE, il rosmarino porta la felicità nelle case.

Ebbene, potremmo allora parlare un po’ di oli essenziali o fare un po’ di mitologia. Faremo un po’ l’uno e un po’ l’altro, concludendo come al solito col tempo e la pazienza (ho anche un altro post da finire, pensate che nelle mie intenzioni questa doveva diventare un’enciclopedia di piante e miti che neanche Robert Graves con la sua Cad Goddeu… e invece).
Gli oli essenziali sono una specie di quintessenza della pianta fatti in corrente di vapore. Da 12 chili di rosmarino vengono fuori 30-40 ml. di olio. L’alambicco separa olio e acqua, anch’essa un pochettino oleosa e molto profumata, che si chiama idrolato. Ottima come risciacquo dopo aver lavato i capelli.

Tutti gli oli essenziali, avendo in sé concentrate le sostanze più benefiche e pure, vanno usati con parsimonia e quasi mai puri sulla pelle. Sono troppo potenti e possono irritare, vanno diluiti in un olio vettore (mandorle, oliva, quel che si vuole, anche la mistura di crema e oleolito di calendula che ho fatto io). Io li faccio anche con la lavanda e la salvia, che sono le uniche piante di cui posso disporre di così grandi quantità. Una volta l’ho fatto anche con la canapa, ma è una pianta con pochissimi grassi.

Quello di rosmarino, se messo nel diffusore o bruciatore con un po’ d’acqua, un po’ alla volta rilassa, ma nel senso che fa pulizia dei pensieri spazzatura e aiuta la concentrazione. Aiuta quindi a studiare: si avvicinano gli esami ragazzi….
Se si è stanchi rinvigorisce (2 gocce nell’olio d’oliva al mattino) e se si è agitati ristora.

Fin dai tempi più antichi il rosmarino è usato come una specie di incenso per depurare l’aria dai “cattivi influssi”: germi ma anche qualcosa di più indefinibile.

Oltre che per pelle e capelli è un ottimo depuratore interno (come il rosmarino in foglie, in tisana e in qualsiasi formulazione) e aiuta a contrastare fermentazioni e infiammazioni, per cui tutte quelle malattie a base reumatica e che comportano “troppa acidità” (la più famosa è la gotta, che oggi non va più di moda, ma ha i suoi bei sostituti).

C’è olio essenziale e olio essenziale. E’ vero che ho detto di non usarli puri, ma alcuni, come appunto questo, se non siete allergici (basta una prova…) possono essere massaggiati sulle tempie, i polsi o sotto le narici, per gli stessi scopi già detti di letizia, vigore e concentrazione, o anche su una puntura di zanzara, se funziona (meglio la lavanda o i miei preparati misti, ma se avete solo quello provate, una goccia e un massaggino intenso).

Sicuramente funziona, per non essere punti, bere tante tisane: il rosmarino, la lavanda altre aromatiche sono sgradite alle zanzare e in qualche mese io ho acquisito un odore, percepibile solo a loro, che non le attraeva. Però non vi aspettate che a berne due vi lascino stare…

Altri usi tradizionali, olio a parte: per i poteri antisettici che gli erano attribuiti nei periodi delle pestilenze si disinfettavano le stanze dei malati con fumigazioni a base di rosmarino, acqua bollita con foglie e fiori veniva utilizzata per detergere le puerpere e il loro neonato.
Le ragazze amavano lavarsi i capelli con acqua in cui erano state macerate fiori e foglie di Rosmarino, per rinforzare, profumare e lucidare le chiome, e facevano bene.
Rametti posti sotto al cuscino avevano il potere di allontanare gli incubi ed evocare mondi fantastici.
Inoltre si consigliava un infuso di sommità della pianta per evocare ricordi sopiti e risvegliare facoltà perse, e per allontanare la malinconia.
Pare rafforzi l’Io dell’individuo nei momenti difficili, poche gocce nel bagno o nella doccia mattutina creano una “sferzata” per affrontare la giornata.

La facilità con cui conserva le carni e si conserva secco esso stesso, la sua resistenza e durata rispetto agli altri cespugli gli hanno attribuito anche una certa aura di immortalità che faceva sì che egiziani e romani lo mettessero nelle tombe vicino ai morti. E’ un fatto che il rosmarino (ma non solo quello) nei cimiteri cresce benissimo.

In alcune culture, era consuetudine per la sposa avere un rametto di rosmarino nella sua corona o bouquet di nozze.
For my bridall and for my buriall, diceva non mi ricordo chi. Per il mio matrimonio e per il mio funerale. La cosa che unisce matrimonio e morte è il ricordo. Ricordare, nei momenti più difficili, le promesse e l’amore degli inizi, i momenti condivisi insieme con gioia o pianto, e permanere nel ricordo dopo la morte.

La divinità che quindi è innanzitutto legata al rosmarino è Mnemosyne, il ricordo appunto. E’ costei una titanide, figlia di Urano e Gea,  parte della prima generazione divina.
Nella Teogonia di Esiodo Urano,il Cielo, è figlio e coniuge di Gea (la Madre Terra). Invece secondo la teogonia orfica, Urano e Gea sono due figli della Notte.
Comunque sia Urano, preso forse dal timore di essere spodestato dai suoi stessi figli, li mise in catene gettandoli, man mano che nascevano, nel tartaro – ovvero le viscere di Gea ed impedì agli altri figli di venire alla luce.
Gea non era più tanto contenta di un tal compagno. Persuase i Titani ad aggredire il padre e consegnò a Crono (il Tempo) una falce da lei fabbricata. Così Urano, colto di sorpresa dal figlio proprio mentre stava per unirsi nuovamente a Gea, fu evirato.
I suoi genitali vennero gettati in mare e dalla spuma marina formatasi nacque Afrodite, mentre le gocce di sangue che caddero sul suolo fecondarono un’ultima volta la terra, dando vita alle Erinni, ai giganti ad alle ninfe Melie, quelle del frassino.
Intanto tutti i “figli” di cielo e terra vennero liberati, il cielo si guardò bene di unirsi nuovamente alla terra e rimase dov’è tuttora. Il potere andò effettivamente a Crono (comincia così, con il Tempo, la prima età del mondo), ma per poco, che anche lui come padre e Zeus come figlio non erano esempi di devozione parentale. Che famiglia.

E quindi anche Afrodite è figlia di Urano, o meglio di un suo involontario pezzo, ed è senza mamma. Noi Afrodite la diamo un po’ troppo per scontata, sappiamo tutti o crediamo di sapere chi erano gli dei greci o romani anzi pensiamo che avessero le stesse identiche specialità, solo con nomi diversi.
Invece come vedete le cose a volte sono più complesse. E il mare ha fatto da mamma ad Afrodite. Le connessioni tra il mare e la madre sono tante, se non lo so io col nome che porto…. (uno dei miei tanti nomi, ma non tra i meno importanti). E lei giunge in Grecia come dea davvero dal mare, poiché il suo culto non era greco, in origine. Verosimilmente viene da zone fenicie o semitiche, o come prova la storia con Adone che non è che il modo che i semiti avevano di chiamare con rispetto il loro dio (Adonai, signore).

Ciò sta a significare che anche ‘sti due eran probabilmente una coppia divina del solito tipo Dea Madre e sposo/figlio dio della vegetazione, che di solito muore e risorge a primavera. Adone stesso ha una nascita singolare anche secondo i greci che han dovuto stravolgere tutto ma non sono riusciti o non hanno voluto annullare tutto. Hanno solo fatto un po’ di confusione per i non iniziati, quelli che davvero credevano a queste storie e non avevano chiaro il concetto che qualsiasi cosa, dio o insetto, fa parte del Tutto.
Sua madre, di Adone, si chiamava Mirra, e quando lo dà alla luce, per una complicata serie di circostanze è veramente un albero di mirra, la pianta resinosa che viene portata in dono a Gesù dai Magi. Quindi Adone nasce da un albero, o è lo spirito di un albero appunto in qualità di dio della vegetazione.

Nel racconto greco di resurrezione non c’è traccia, Adone muore perché Afrodite, già data in sposa ad Efesto, s’era fatta anche Ares che non era proprio uno che la prendesse bene, e quando viene a sapere di Adone si trasforma in cinghiale e lo fa a pezzi. Ci sono molte versioni, in realtà, e prossimamente magari andremo a fondo di questa apparentemente squallida faccenda. Ma adesso mi interessa capire meglio chi diavolo è veramente Afrodite. I suoi epiteti, gli aggettivi che si aggiungono al suo nome, sono un buon punto di partenza.


Mirò!

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6 pensieri riguardo “Storie di famiglia con rosmarimo

  1. Grazie Guido, l’idea era proprio quella. Piace molto anche a me e quello è davvero un pezzo del mio giardino, direi che il rosmarino si vede bene. E non so se sia incantato quel giardino, ma mi dà una grande pace. L’ho costruito un pezzetto dopo l’altro ed è ancora un work in progress peggio di questo blog. La cosa che preferisco è quando nasce qualcosa di assolutamente imprevisto, che magari non so neanch’io cosa sia.

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  2. Hai visto Fringe?! E’ stata una delle mie serie preferite. Era bellissima. Specie all’inizio (come sempre). Poi la storia dell’universo parallelo era un po’ ovvia, ma insomma c’era il dettaglio del professore che aveva gli occhiali rossi e blu di quello di David Linch… e gli si perdonava qualche ovvietà.

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  3. E’ l’unico… sono sempre di corsa. adesso scrivo questa rispostina di cortesia e vado a prendere una corriera. Lei corre, io corro… no, sulla corriera mi riposo.

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