Sulla canapa industriale

Alcune persone mi hanno scritto in privato per avere delucidazioni sulla canapa, come si può coltivare, cosa farne etc.. Esse (le informazioni) si possono ovviamente trovare in rete, ma essendo state queste persone gentili e avendo io il dono della sintesi rispondo qui ed ora a tutte le domande fattemi.

ATTENZIONE: LEGGERE BENE LE AVVERTENZE A LATO (quelle dove dice che io non sono responsabile di niente).

Coltivazione legale. Prima cosa, avere il terreno. Seconda, i semi.
Fino a poco tempo fa In Italia era legale coltivare varietà di canapa certificate a livello europeo con un contenuto di THC che non superasse lo 0,2% in alcuna sua parte. Una legge recente, da come l’ho capita io, ha spostato il limite in campo a 0,6%, nel senso che se le condizioni del terreno, del clima etc. portano la pianta a sviluppare più THC del previsto è esclusa la responsabilità dell’agricoltore, ma non è chiarissimo se poi può essere venduta o no. Se uno la coltiva per sè non c’è problema.
A volte però le forze dell’ordine non lo sanno che l’agricoltore non è responsabile, e sono lì pronti con la falciatrice, per cui meglio tenere sottomano il testo di legge.

Altra cosa che a volte non sanno è che non è più obbligatorio denunciare la semina. Per cui consiglio di farla, la denuncia. Non costa niente. Quasi tutti quelli che vi vendono i semi vi possono mandare un facsimile della denuncia da fare. Appena seminato andate al più vicino posto di forze dell’ordine, vestiti senza sembrare dei fricchettoni, e gli presentate il modulino, così vi lasceranno stare. Invitateli anzi a venire a controllare che tutto sia a posto, ah ecco è fondamentale che il luogo dove viene coltivata ‘sta canapa sia accessibile perché hanno il diritto di controllarla, asportarne un campione e farla analizzare.
Per cui torniamo al terreno. Anche se la legge non fissa limiti di coltivazione sconsiglio di coltivarla in terrazzo. Nessuno crederà mai che stiate perdendo tutto quel tempo per 3 piante di canapa industriale visto che si acquistano minimo 5 chili di semi alla volta e vi verranno a sequestrare i vasi pensando sia marijuana. Poi se è legale ve li rendono, ma è sempre una seccatura e magari la fioritura è andata.

Anche l’orto o il giardino (oggi) possono andar bene ma dovete essere disponibili a far controllare tutto. Ripeto, le forze dell’ordine non sono il nemico, anzi spesso diventano l’amico, se siete gentili. Fondamentale comunque tenere il cartellino che certifica la semente come legale etc.
E’ possibile che chiedano cosa volete farne. Potete farne quel che volete per cui diteglielo pure. Potete tenervela per voi, rivenderla se siete un’azienda (ma solo se lo siete davvero), fare semente per pasturare i canarini, etc. C’è un mio amico che dice che l’ha vista anche al mercato della frutta e verdura tra mele e fagiolini.

Se avete dei vicini avvertiteli. Se avete un grande campo all’aperto mettete un cartello con una fotocopia della denuncia. Specificate che non ha effetti psicoattivi così da non far venire voglia ai ragazzini di prenderla.
Insomma siate chiari con tutti.

Quando si raccoglie l’infiorescenza: ci sono molte scuole di pensiero e probabilmente dipende anche dalla varietà. Io ho notato che la mia dà il massimo quando cominciano, assieme ai fiori, a comparire i primi semi acerbi. Fa un odore più forte e lo gradiscono anche gli insetti, che fino a pochi giorni prima manco si erano accorti che ci fosse ‘sta pianta. Quando vedete qualche insetto controllate le piante. Non saranno mai tutte allo stesso livello, il che è il motivo per cui la canapa che viene venduta nei negozi appositi risulta più dura da mangiare e con più semi maturi, che da soli sono anche buoni ma in mezzo all’erba dipende dai gusti. Chi rivende ai negozi deve tagliare velocemente per motivi di costo e quindi aspettare che sia tutta pronta, mentre se uno si controlla le sue piante ogni 2-3 giorni fa una raccolta scalare come con la frutta (in realtà molti la fumano e in tal caso fa poca differenza, penso – io non so fumare e quindi non ho alcuna esperienza in tal senso). Se raccogli tutte le pesche di un pesco in una volta la metà sarà ancora acerba o troppo matura.

Come consumarla: ATTENZIONE, IO NON HO ALCUN TITOLO PER PARLARNE. Non ho che l’esperienza mia e quel che ho letto in qua e in là. Non stiamo parlando di cannabis terapeutica, la precisione e i dosaggi non sono il mio forte e le seguenti indicazioni sono solo resoconti di esperienza personale. A vostro rischio e pericolo.

THC, terpeni vari e CBD sono liposolubili. Si sciolgono nel grasso. Per cui farci una tisana nel modo classico è una perdita di tempo. Nell’acqua calda alcune particelle si staccano dalla pianta e restano in sospensione nell’acqua che poi si beve come tisana, ma non è granchè.
Se proprio volete farne una bevanda mettete un pezzetto piccolissimo di burro nell’acqua di bollitura e fate bollire una decina di minuti con la pianta dentro. Poi ovviamente filtrate il tutto. Col miele migliora ma non vi aspettate un sapore delizioso.

Si estraggono, questi principi, anche con l’alcool, come ho già spiegato in apposito post, ma è una complicazione esistenziale che si può provare solo se si ama molto lo spastrocchiamento.

Per me mangiarla intera è il modo più sicuro di non perdere niente. Si prende un tegamino con un po’ d’acqua, si mette a bollire con la canapa (infiorescenze e le foglie più giovani), dopo 5 minuti si aggiungono un po’ d’olio e sale e quando l’acqua si è quasi tutta consumata si spegne il fuoco e se ne mangia una forchettatina ogni sera. Io spesso ne preparo per 3-4 volte e la riscaldo ogni sera.
Ci si possono fare risotti e frittate, unire ad altre verdure cotte etc.

Tenere sotto controllo la quantità assunta e iniziare con piccole dosi, appunto prese la sera perché se dopo averla digerita vi sentite un po’ fiacchi e sonnolenti andate a letto e siete a posto.

Non aspettatevi miracoli, la costanza è fondamentale e le persone sono molto diverse. Io ci ho messo sei mesi prima di dire che sì, forse stavo meglio per quel motivo. A un mio amico è passata l’artrite cervicale con una assunzione sola (indubbiamente rilassa i muscoli).

Mangiare la canapa cruda: anche qui ci sono pro e contro. Una cosa contro è che è uno schifo, ma anche per quello sono sempre gusti.
Un’altra cosa è che CBD e THC sono contenuti nella canapa in buona parte in forma meno assimilabile o quantomeno meno utile, sicuramente non psicoattiva – sembra: ci sono pochissimi studi al momento – :THCa e  CBDa. Quando questi acidi vengono riscaldati, attraverso il fumo, la vaporizzazione o la cottura si trasformano diventando l’uno lo psicoattivo THC e l’altro il cannabinoide CBD.

C’è chi sostiene che il corpo, tramite digestione, svolga lentamente la stessa funzione del riscaldamento e funzioni meglio così. Una cosa sicura invece è che i terpeni con la cottura tendono a evaporare, e sono sostanze su cui ci sarebbe da scrivere un libro, ma qui diciamo solo che sono molto importanti nella sinergia dei componenti e hanno proprietà interessantissime.
Le stanno studiando in questi anni, io più di questo per ora non mi sento di dire e attenzione a quello che c’è su internet perchè la maggior parte di chi scrive non ne sa mezza.
Una mia conoscente ad esempio dice che la preferisce cruda, anche se secca, e la mangia con una goccia d’olio e subito prima di cena contando appunto su quanto detto sopra.
Si può provare. Ognuno d’altronde deve trovare il suo modo. Uno col morbo di Chron ovviamente non deve mangiare canapa tanto per vedere che succede, può scatenargli una crisi come qualsiasi altro vegetale o cibo che il suo sistema digerente infiammato non gradisce. Può bere, credo, l’olio di semi, l’estratto, l’olio essenziale. In ogni caso senta il parere di un medico….

Ultimissima. Volete farla analizzare? Difficilissimo, in Italia, specie se non siete un’azienda o non fate parte di un progetto di ricerca. Io l’ho fatto fare in Spagna, ma c’è chi è stato più fortunato di me e ha trovato una laboratorio anche qui.

 

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7 pensieri riguardo “Sulla canapa industriale

  1. Sembra incredibile che il mondo possa godere di un apprezzabile incremento della qualità della vita col semplice consumo di un prodotto che, oltretutto, per vari motivi deve essere definito con un nome, canapa industriale, per certi versi freddamente tecnico (ma che ormai ha anch’esso acquisito una sua simpatia, soprattutto perché tranquillizzante per le forze dell’ordine).
    Eppure è così.

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    1. C’è uno che ha scritto: non so se la canapa salverà il mondo… ma è l’unica che può farlo. Io non so neanche questo… certo appare un po’esagerato. Tutti quelli che parlano di salvare il mondo in realtà parlano di salvare l’ecosistema che permette di vivere alla specie umana. La terra vivrà benissimo senza.
      La canapa ha grandi virtù (quali, lo dico più sotto perché Freg mi ha sostanzialmente chiesto questo), come altre erbe. Ha lo svantaggio di essere usata come metodo per rincretinirsi. E mi scusino tutti gli amanti delle canne. Niente contro un po’ di oblio ogni tanto. Ma è per l’ingordigia di sballo di alcuni se ci troviamo in questa situazione. (Ho poca voglia di essere amabile: ho appena finito di leggere facebook, e sono frangenti in cui non si ama il genere umano)

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    1. Eccomi pronta e preparata. Chi avesse già visto il video su youtube sa a cosa è servita a me (https://youtu.be/sg1QxnhDef4). E’ un buon antinfiammatorio e quindi alla lunga antidolorifico, se come spesso avviene l’infiammazione procura dolore. Però l’effetto antidolorifico immediato lo da il Thc che qui c’è in piccole quantità. Io ho voluto proporre una via semplice e poco costosa se uno ha un po’ di terra o conosce chi ce l’ha, poichè approfittando di una falla nella nuova legge, che non specifica nulla riguardo alle infiorescenze, adesso si vendono tranquillamente, ma usandole quotidianamente come faccio io, essendo la mia una malattia cronica, si spende un po’. Thc e Cbd insieme lavorano meglio. L’uno ammortizza gli effetti negativi dell’altro ed esalta quelli positivi. Non ha grande importanza se qui di thc ce n’è poco, l’importante è che ce ne sia un po’. Anche i terpeni sono antinfiammatori e aiutano il composto ad agire.
      Quindi dolori articolari, dermatite, fibromialgia, artrite, lupus, dolore postoperatorio o cronico di qualsiasi natura. Altri problemi di origine infiammatoria che adesso non mi vengono in mente, sono miriadi.
      Sempre senza sostituire di colpo la cura consueta con la canapa. Accompagnandola. E dopo un po’ magari provando a ridurre i farmaci…
      Oltre a ciò la canapa industriale rilassa, distende i muscoli quindi va bene per contratture e rigidità (es. la mitica cervicale), è un buon antiossidante e regola la pressione. Come la cannabis terapeutica è antispasmodica (attività sempre dovuta al rilassamento muscolare). Interviene in modo non ancora chiarito nel meccanismo degli zuccheri ed in quello ormonale. Mi par di capire in senso riequilibrante, poichè cominciano a consigliarla a chi ha il diabete, ovviamente come integratore e non come cura principale. Il diabete è una cosa seria.
      Personalmente ho sperimentato il ritorno ad una situazione ormonale o forse neuroendocrina un po’ più “normale”. Io vedo gli effetti pratici, non ho fatto tutti gli esami del mondo. Per chi vuol capire, non sono più stata costretta a cure di ferro periodiche per reintegrare quello perso.
      Pare che sia anche un buon “neuroprotettivo”, nel senso che “potrebbe” (io non lo so) aiutare ad evitare malattie neurodegenerative.
      E’ possibile che aiuti a ridurre la necessità di alcool negli alcoolisti. Io non conosco veri e propri alcoolisti, ma conosco persone che bevono per abbassare il livello di ansia o rabbia o scontento. E la canapa lo abbassa senza avvelenare l’organismo.
      Rilassa anche mentalmente e rende contemplativi i più sensibili, per cui se va molto bene per guardare un tramonto o un film, va meno bene per guidare o come dicono i foglietti delle medicine “usare macchinari”. Per questo io consiglio di prenderla alla sera prima di cena, o durante, o dopo. Se si è presi dall’ansia per qualche motivo di solito dopo un po’ si percepisce che l’ansia si attenua. Magari dopo un paio d’ore ci si sente belli rilassati e un po’ assonnati. Si dorme benissimo…

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    1. Senz’altro! ho appena dato una lunghissima risposta circa “a cosa serve”, quindi se vedi che hai qualcosa del genere (spero di no)….
      Sarò comunque lieta di condividere con te un bicchierino di canapino. Quello come ho scritto nell’apposito post rilassa ed è un buon adattogeno. Ed è soprattutto una buona bevanda (perchè ho l’impressione che se ti ricevo offrendoti un piattino di canapa lessa tu ti faccia delle idee strane sul mio senso dell’ospitalità…)

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