La mamma di Cenerentola era un nocciolo?

E’ la prima volta che passo un post da facebook al blog e non viceversa. Su facebook di solito l’alleggerisco. Invece stavolta praticamente resta uguale perchè è una storiella già lunghettina anche là.

Disegno: che c’entra? A parte che c’entra e per chi lo capisce c’è un premio, ho cercato un disegno che non avessi già messo ma per quanti alberi io abbia disegnato in vita mia non ce n’era uno giusto. Tranne questo.
Ogni tanto anche Cenerentola si sarà fatta un bagno, e se la sua famigliola non le dava l’accesso alla vasca coi piedini cromati – perchè era gente cattiva – restava il fiume. Tra i tanti arbusti vicino al fiume ce n’è uno che può benissimo essere un nocciolo.

La storia di Cenerentola ha moltissime varianti di cui alcune antichissime. Quasi tutti noi conosciamo quella disneyana dove una ragazza gestisce una colonia di topi che in cambio di cibo e protezione si lasciano vestire, abituandosi alla cosa al punto da divenire bravi sarti essi stessi. Questa ragazza vorrebbe andare ad un ballo e al comparire della “fata madrina” non fa una piega, l’accetta e chi sia questa fata qui non le interessa, basta che produca carrozze e vestiti principeschi.
Nelle versioni originali la vicenda comincia invece quando il padre è ancora vivo, seppure già risposato. Qui ci atteniamo alle versioni più note e moderne tipo Grimm se no non si finisce più: dovendo partire per un viaggio, costui chiede a figlia e figliastre cosa vogliono in dono quando tornerà (doveva essere un’antica usanza, lo faceva anche il mio quando andava via per lavoro, sempre solo ad Avellino, ma non mi chiedeva niente e mi portava giocattoli molto strani). Mentre le figliastre chiedono regali stratosferici Cenerentola si limita a chiedere “il primo ramo contro cui andrà a sbattere” (una cosa da toccarsi anche i coglioni) o qualcosa del genere, insomma un ramo. Egli ha già capito che ‘sta bimba non è del tutto a posto e dato che ci va veramente a sbattere le porta un ramo di nocciolo.

La bambina lo va a piantare nel punto dove è sepolta sua madre (ovviamente nel giardino di casa, come usava a quei tempi) e ci va sempre a piangere perchè appunto c’è sua madre morta. Con l’aiuto di tale trattamento il ramo attecchisce, sviluppa radici insomma, e diventa un bell’albero. In qualche versione è abitato anche da un uccellino.
Il padre muore anche lui e la matrigna con le sue figlie costringono Cenerentola a fare lavori faticosi e a volte insensati, come separare i ceci dalla cenere a altre amenità.

Sta di fatto che quando viene il momento del ballo non ci sono topi ad aiutare (questa dei topi è proprio una cosa di Disney) e fa tutto l’albero, perchè lei ci va a piangere sotto come al solito, e spiega tra le lacrime quanto vorrebbe andarci. L’uccellino sembra faccia da tramite.
Poi succedono le cose che sappiamo, perdita della scarpina e successivo riconoscimento, con le sorelle che ricorrono a metodi splatter per entrarci dentro ma niente da fare, perchè poi arriva lei col suo bel piedino stretto e roseo che s’infila in quella scarpa ormai piena di sangue ed è un bello schifo, ma insomma ci entra e tanto basta.
Questo è quanto per la favola. Ora la domanda è: perchè il nocciolo? E’ vero che ci sono versioni con un’altra pianta, ma il nocciolo prevale.

Mentre scrivevo questo post, necessariamente un pezzetto ogni tanto durante la giornata perchè ho anche altro da fare nella vita, un amico ha notato una cosa stranissima nel disegno. Non è voluta. Ha a che vedere con la domanda iniziale dell’articolo.

Bene, concludiamo. Dovendo attribuire un sesso agli alberi, operazione divertente quanto inutile, il nocciolo è un albero femmina. Femmina e un po’ materna.
Nel senso che è connesso all’acqua e ne rivela l’esistenza sotterranea, nutre e consola con la dolcezza del suo frutto che si conserva per tutto l’inverno, quando c’è ben poco da mangiare.
Antico simbolo di fertilità donato agli sposi prima dell’uso del riso, è ricco di omega 3 e tutte quelle cose che vanno di moda oggi. Secondo santa Ildegarda andava bene, non so assunto in che modo, anche contro l’impotenza.
Come una bella donna insomma. Però non la puoi avere subito come una fragola, è una signora, la nocciola, la devi conquistare ovvero romperne il guscio.
Osserviamo inoltre come la parola nòcciolo indichi il nòcciolo di qualsiasi cosa, per cui la nocciola è il nòcciolo per eccellenza, il punto della questione, quel che c’è dentro. E anche questo a me fa venire in mente il ventre materno che protegge una vita nuova tutta da scoprire.

Per un motivo analogo è anche simbolo della conoscenza: che all’inizio è ostica e noiosa, ma se rompi il guscio e la assapori è dolcissima. Saggezza interiore nel senso più semplice.
Una leggenda celtica racconta come in Irlanda ci fosse un punto dove una sorgente formava una pozza, dove nel loro continuo andirivieni ogni tanto capitavano dei salmoni.
Intorno alla sorgente, detta fonte di Connla (coll = nocciolo in gaelico) crescevano 9 noccioli, i cui frutti (della conoscenza) cadevano nell’acqua e venivano mangiati dai salmoni, che diventavano dei salmoni sapientissimi. Però non parlavano molto, e non si sapeva mai cosa sapessero.

Il futuro eroe irlandese Fionn, da ragazzo, si trovò ad essere allievo di un sapiente, forse un druido, che si era messo in testa di mangiarsi direttamente un salmone per divenire ancora più sapiente. Riuscì a prenderlo e lo diede a Fionn, il quale lo cucinò: aveva l’ordine di non assaggiarlo, ma uno schizzo di grasso gli scottò un dito, che istintivamente si portò alla bocca per lenire il bruciore. Ricevendo in questo modo il dono della Saggezza profonda e dell’Ispirazione (anche se ciò non gli impedì di mettersi in un sacco di casini in seguito).
Quando tornò il suo sapiente capo il ragazzo confessò: ma una versione della storia dice che il druido non se ne dispiacque, anzi gli disse che era proprio per lui quella conoscenza, e si mangiasse pure il resto.

Il ramo biforcuto del nocciolo è quello che i rabdomanti usano per cercare l’acqua, o – perchè no – tesori nel sottosuolo. Secondo i rabdomanti infatti il ramoscello di nocciolo “entra in risonanza con le onde emesse dalla radiazione dei nodi metallici nella Terra o dalla concentrazione delle acque”, insomma un faccenda di elettroni.
Venne anche nel mio campo una volta uno con ‘sto ramo, ma non trovò nulla.
Con i rami poi si fanno le bacchette per le streghe e le scope per volare (se poi non riuscite a volare, date comunque una pulita in giro).

Tuttavia, come ogni cosa esistente in Natura, il materno nocciolo possiede anche un volto oscuro e terrificante.
C’è un altro mito irlandese che parla di un Antico Nocciolo Stillante, in grado di “dispensare distruzione”. Dalle sue fronde cola un lattice venefico, il suo tronco e i suoi rami sono privi di foglie e offrono rifugio a corvi ed avvoltoi, animali profetici il più delle volte connessi a divinità mortifere.
Nel nocciolo sarebbe quindi presente una dea, come sempre Madre, ma anche e appunto dotata di un volto terribile: la Divoratrice, colei che distrugge e uccide per poter rinnovare.
Lo stesso Fionn una volta si fece uno scudo con quel legno e nella battaglia i vapori velenosi esalanti da quest’ultimo uccisero i suoi nemici. Lui come abbiam detto aveva con ‘sta pianta un rapporto speciale e sapeva come trattarla: in certi casi è chiamato Fionn mac Coll, cioè “figlio del nocciolo”.
E così Cenerentola, privata della figura archetipica che nutre, riveste e consola, lasciò che lo spirito della madre trasmigrasse dalle radici sotterranee all’aria, allungando le sue dita di rami contro il cielo. (sì, cito Guccini)
(lo so, è la stessa immagine che ho usato altre volte  e sullo sfondo c’è della canapa: rende lo stesso il concetto, no, e allora? mica sono una fabbrica di disegni)

Parliamo un attimino della nocciola da un punto di vista fitoterapico – sempre ricordando che chi scrive non è un’erborista né alcunché di simile.

Tradizionalmente, come abbiamo detto, rappresentava la Saggezza e la Conoscenza, ma in verità possedeva anche le virtù della fecondità, dell’abbondanza e della rigenerazione.
Ma questo in pratica che significa?
Le nocciole hanno una alto valore nutritivo: contengono acidi grassi del tipo omega e attenzione attenzione, non solo 3. Anche omega 6 e 9 (!).
Gli acidi omega, specie se in giusta percentuale tra loro, servono come antiossidanti, ipoglicemizzanti e mantengono bassi i livello di colesterolo. Questo si traduce in un aiuto per tenere sotto controllo vari problemi, compresi i dolori reumatici e articolari come i miei.

Stesse funzioni hanno le vitamine E e K, che in particolare aiutano la pelle e i capelli a mantenersi belli ed elastici, e in più c’è una discreta quantità di vitamina B6. Tra i sali minerali spicca il magnesio, che rilassa e dà una certa vitalità . Tutto quanto finora detto (omega, sali e vitamine) collabora ad un buon funzionamento del sistema nervoso. Poi ce ne sono delle altre di cose, ma basta qui, insomma nutritevi come scoiattoli e salterete di ramo in ramo.

Viene utilizzato anche l’olio delle nocciole, più raramente per uso alimentare e molto spesso in cosmetica. Infatti ha proprietà emollienti e tonificanti, è adatto per pelli secche e disidratate.

La corteccia e le foglie, usati in decotto (far bollire cioè la droga per 5-10 minuti) favoriscono la circolazione del sangue. Hanno proprietà cicatrizzanti, emostatiche, riducono le mestruazioni abbondanti etc.
Il momento migliore per raccogliere le foglie è in primavera/estate.
Gli amenti (infiorescenze pendule) invece favoriscono la sudorazione, quindi sono febbrifughi e depurativi, ottimi contro raffreddore e febbri. E ci sono adesso!

 

Annunci

17 pensieri riguardo “La mamma di Cenerentola era un nocciolo?

  1. Ne sarò molto lieta. Questo blog era partito con le piante, poi non riesco a non parlare di tutto quello che c’è intorno… che alla fine è più interessante. Per non parlare della parte di scuola che in effetti un po’ serve e prima o poi dovrà essere separata…

    Mi piace

  2. Di tutto questo la cosa che più mi ha colpito è il ricordo della canzone di Guccini. La trasmissione di “una specie di anima” dal corpo alla terra e quindi a ciò che vi cresce, nella fattispecie ad un albero, è una delle poche cose che ancora, Dio e paradiso morti e NON sepolti, ci può piacer pensare. Qualcosa, un’energia di vita che non siano solo molecole concimanti, passa? Sarebbe bello. Trasformarsi. Essere ancora. Contro quel cielo che chiamano di dio, e a cui non possiamo più accedere.

    Piace a 1 persona

    1. Rispondo senza “accedere”che col telefono è sempre un fastidio.
      Io da quando ho sentito quella canzone non ho più avuto dubbi su dove e come voglio essere sepolta. Anche perché molecole concimanti o spirito non lo so ma… facciamo questo coming out, io ci credo…. L’unico problema è che è illegale, e anche se mi sono organizzata con il terreno, i miei scarsi posteri avranno il loro daffare a trasportarmi dal cimitero a lì. Anni fa vedendo Six feet under, se non ricordo male il nome della serie, dove c’era uno che lo faceva, ho ricordato alla mia famigliola la mia volontà ma mi hanno fatto notare che se sei un’agenzia di pompe funebri è più facile trafficare con i cadaveri. Vero. In più avranno già avuto casini perché sempre secondo la mia volontà mi avranno dato una buona morte secondo il film di Denis Arcand e saranno sotto gli occhi delle forze dell’ordine.
      Come si vede ho predisposto la parte finale della mia vita e quel che vien dopo secondo canzoni, film e telefilm. Così è più facile per chi resta, vanno su youtube e cercano fase per fase…
      Ho paura che dovrò fare tutto da sola.

      Mi piace

  3. Beh innanzitutto sono morta dal ridere con la storia del ramo e il padre che aveva pensato di avere la figlia “mica normale” 😅😂
    Poi, per il resto, articolo interessantissimo come sempre! Ecco perché mi avevi scritto di mangiare come uno scoiattolo 😊👍🏻😘

    Piace a 1 persona

    1. Ti ringrazio molto. Ricorda che non vedo l’ora di leggere quel che hai scritto tu, Terzo Paradiso e tutto. L’altro giorno a fare una cosa come Cenerentola ci ho provato anch’io con dei rami di ciliegio, che la neve aveva rotto e io tagliato, che però ho visto che da soli, lì per terra, stavano fiorendo. Allora li ho piantati… ma non andandoci a piangere tutti i giorni credo non sortirò lo stesso effetto. E poi mia madre è un alloro…

      Mi piace

  4. Sono molto interessanti le cose che hai riportato sulla favola e sulle sue varianti, naturalmente anche il disegno che esprime tutte le parole in affascinanti, sensuali e malinconici, orrorifici tratti di matita. Per me anche la canapa rientra nel discorso, sia per alcuni terpeni ( credo che si debbano, se non erro, chiamare in causa anche questi) che sprigionano un sapore di nocciola, di legno. Vedi ad esempio l’olio di canapa per cucinare, ma anche qualche olio essenziale tratto da qualche varietà di cannabis. Poi il calore-nocciolo rinvia al seno, al ventre materno, una sensazione oppiacea – senza la distruzione del vero oppio – di profondo rilassamento e rassicurazione, di regressione. Basta avere una piccola lampada accanto al comodino e il magma nero sotto le palpebre e nel cervello si colora di un rosso che ti delizia lo spirito. Un fluido denso come quando da piccoli si ha la febbre, ma senza stare male.

    Il nocciolo mi ricorda inoltre l’infanzia. Ricordo che il frutto cresceva in alcune campagne chiamate ”malaspina”, nella mia regione di origine. Quest’ultima ha molti lati negativi che anche io condanno, anche se non condivido l’ignoranza di alcuni che non considerano certi avvenimenti storici. Comunque in questa campagne che si trovavano nella parte meridionale del paese, in delle zone scoscese, alcuni piccoli agricoltori avevano, ad esempio, in una zona – più elevata o meno elevato rispetto ad altre zone del terreno – una piccola casetta, a volte con le pareti rivestite con l’involucro degli uovo di pasqua – lo so sono commerciali ma io ero piccolo negli anni 80 🙂 – con i fichi secchi impalati in degli stecchi ecc., il camino con dei carciofi, delle patate o delle castagne sotto la cenere ecc. Fuori c’erano i gattini selvatici, il cane, qualche pezzo di tronco come sedile per gustare il vino ”fragolo”. Poi potevi scendere, facendo attenzione a non prendere un ”cazzatombolo” :-), e in un angolo tra le foglie trovavi una sorgente. Sotto alcune foglie c’erano appunto i simpatici e gustosi noccioli. Ma la cosa più misteriosa erano alcune rocce che potevano avere delle rientranze, oppure delle impronte. Questa terra, in passato, è stata sfruttata da popolazioni nordiche. Quindi alcuni ti dicevano che quelle impronte erano state lasciate da giganti provenienti da chissà dove, altri che erano arrivati alla quinta elementare 🙂 dicevano che erano delle postazioni dei paladini di Francia 🙂 – un’altra volta. forse, ti racconto di un bosco dove dei carbonari (quelli che fanno il carbone) si dice abbiano trovato un tesoro in dei resti di una casa emersa da sotto le foglie, così il loro ragazzo annoiato poté andarsene per altri lidi. Comunque certi discorsi ti estraniavano un po’ dalla realtà: puoi immaginarti una sorta di proto-cinema senza schermo e con i frutti di nocciolo al posto dei pop-”corna” :-)… Ogni tanto una sorsata d’acqua che poi, quando eri colmo di storielle, ti accorgevi poteva essere utile per impastare la creta che si trovava sulla parete scoscesa dietro la capanna… a volte venivano pure gli indiani ahhh… comincio a delirare.
    Devo confessare che la ragazza del tuo disegno mi piace – tranquilla ho notato pure i dettagli che consciamente o meno ti sono sfuggiti dalla matita, te ne potrei citare anche 5, 6… – , a volte ho il debole per le fanciulle malinconiche. Ora, non so, se sia impertinente andarsi a sedere vicino a lei, non vorrei proprio disturbarla. Secondo te devo fare un viaggio a ritroso nel tempo, nello spazio, nelle nevrosi, nei brividi delle primavere dell’adolescenza, tra i sentieri spinosi, tra l’umidità dell’inverno, delle sensazioni, delle lacrime… o potrei, più tranquillamente, scivolare su una goccia di rugiada e piombare accanto a lei, senza tutte le complicazioni psicoanalitiche e fiabesche del nocciolo, ma semplicemente con una manciata di noccioli e con una pietra per rompere il guscio?

    Piace a 1 persona

    1. Intanto scusa se ci ho messo tanto a rispondere, era tanto anche che non entravo nel blog… Anzi l’ho fatto proprio solo ora perchè ho cominciato a scrivere un altro post, come sempre in progress, anche se forse non l’ho specificato. Un piccolo omaggio alla memoria di chi mi ha dato vita. E un approccio per parlare di piante come sempre. E insomma anche tu avevi la tua fonte della sapienza! Fantastico. Sì, l’olio di canapa, come i semi, ha un sapore di nocciole. L’ho appena seminata, tra poco vado a dare un po’ d’acqua.
      Ti dirò qualcosa di questa fanciulla poi regolati tu come meglio credi (io comunque sarei per la seconda, in generale, ma prima leggi qui)…. Questo disegno è incompleto. Ne ho tagliato una parte. Non so cosa avessi in mente quando l’ho fatto, ma dall’altra parte del fiume ci sono altri alberi e al tronco di uno di essi è avviluppato un serpente, di cui non si vede la testa, che è immersa nel fiume. Tra lui e la ragazza c’è un nesso. Non so quale. Mai sentito parlare di vouivre?

      Piace a 1 persona

    1. Mi piacerebbe poter dire che anch’io non rileggo mai… e invece di errori ne faccio tantissimi, sono un po’ disgrafica, per cui rileggo ma qualcuno resta sempre… Anche per foto e disegni, non sempre ho sottomano quel che vorrei e ci metto la prima cosa un minimo inerente che trovo. E’ bello tornare a scrivere. E’ stato davvero un periodo faticoso. Lo è tuttora, ma me ne sto facendo un ragione.

      Piace a 1 persona

  5. La colonna sonora era per via del serpente di cui mi paravi, qui si tratta della ”celebrazione del serpente”, poi sto leggendo un libro sugli hippies che inizia parlando di colline, predicatori e serpenti.

    Per quanto riguarda la fanciulla le proporrò di lasciare per qualche ora la sua vita silvestre per un gelato a Piazza Santo Stefano oppure, se non vuole proprio che saperne di vita urbana, un gelato alla nocciola lo si trova pure a Villa Angeletti, anzi se si va più avanti c’è il canale del Reno – dove tra l’altro hanno allungato il percorso – con un simpatico bar proprio a ridosso del canale.

    Piace a 1 persona

    1. Ecco il bar a ridosso del canale per questa ragazza mi sembra la soluzione più opportuna, sarà a suo agio. Non si sa mai che sia nel suo giorno… Ad esempio:
      una volta un nobile incontrò nel bosco una ragazza che si bagnava ad una fonte e per farla breve lei acconsentì a sposarlo, a patto che il sabato non la cercasse mai. Ebbero dei figli e vissero felici finché lui non volle seguirla un sabato per capire cosa mai andava a fare. Solo che il punto non era cosa faceva, ma cosa era…. non finì bene.
      La morale immagino che sia che moglie e marito devono avere i propri spazi.
      Dai scrivi un articolo anche tu!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...