Relazione finale

Aggiornamento e conclusione, con un esempio.

Punto primo. La relazione è finale finché siete a scuola. Nella realtà lavorativa è una presentazione che si affianca al mood, di cui è anzi il completamento scritto. Quindi dovrebbe essere iniziale, non finale. Voi però di solito non sapete cosa volete fare, all’inizio…..

Punto secondo. Cosa ci scriviamo? Il punto di partenza (es. “le atmosfere romantiche e ironiche di Jane Austen”), il vostro sottotema personale (es. “la violenza dello sbocciare dei fiori a primavera”, e non ridete perché questo è il romanticismo), e il vostro target, che deve comprendere come minimo l’indicazione dell’età, del genere (con genere si intende sesso, avete presente la teoria del gender di cui tutti parlano senza sapere cosa mai sia?) e della fascia di prezzo. Dalla fascia di prezzo che scegliete – fate quindi attenzione a che le cose siano coerenti – dipendono i tessuti e la quantità dei colori. Sul perchè dei tessuti non credo ci sia molto da spiegare, penso sappiate che la seta costa più del cotone ed entrambi più di un sintetico. Circa i colori tenete sempre presente che fare le cose in grandi quantità costa meno, al pezzo, che farle in piccola, e che comprare tanti piccoli pezzi di tessuto di colore diverso costa di più che comprarne uno solo molto grande. Ci sono poi aziende che fanno tingere i tessuti che vogliono coi “loro” colori, e farne tingere tre o venti, di colori diversi, fa molta differenza.

Per ora chiudo, anche se c’è ancora molto da dire, ma come vedete è sempre un fatto di ragionamento. Il creatore di qualsiasi cosa è sempre uno che ragiona molto. Ci sono sicuramente persone intelligentissime che non creano niente, ma un creatore stupido o superficiale non s’è mai visto.

Eccoci a concludere. Dopo aver ben ragionato sul vostro target, e descritti i suoi interessi, quindi quali sono le occasioni d’uso degli abiti che progettate (una cosa che non ho detto prima: nel casoin cui non sia indicato espressamente dal tema va specificata la stagione), vanno fatti riferimenti complessivi alla collezione, a quali elementi e stili ci si è ispirati.

Vanno indicati i materiali non elencandoli (per quello c’è la cartella tessuti e materiali) ma specificandone le caratteristiche (caldi, morbidi, fruscianti, resistenti, performanti etc.) facendo magari un esempio o due. Lo stesso vale per i colori (caldi, freddi, neutri, classici, luminosi, vividi, a contrasto, delicati etc.).

Infine le caratteristiche pratiche, tecniche, della propria collezione, che possono essere tantissime. Di solito si citano le linee (ampie, squadrate, avvolgenti, comode, aderenti, avvitate etc.), le lunghezze (possono anche essere di vario genere nella stessa collezione, ad esempio gonne corte e soprabiti alla caviglia), gli abbinamenti suggeriti, le decorazioni e tutte le cose particolari che ci sono spesso (es.: drappeggi, balze, tasche, cintone, inserti, sostegni interni, applicazioni). Si può (non è obbligatorio) cominciare o chiudere il tutto con una “frase ad effetto” che sia attinente. All’esame ve la chiedono sempre.

Esempio (molto particolare, poiché riguarda una collezione per bambini, la quale deve tener conto di chi davvero acquista i loro abiti, in genere le madri). Osservate come non sia un semplice elenco di caratteristiche ma siano date ragioni per quelle caratteristiche.

Collezione S/S 2017

“Ti do questo comandamento: non vestirai di due” *

La collezione è rivolta a bambini dai 4 ai 7 anni ed è divisa in due sezioni, maschile e femminile. Gli indumenti sono di genere casual/sportivo e possono essere usati a scuola e nel tempo libero. La fascia di prezzo è media (es.: un paio di pantaloni = 55 euro)

L’idea di base è l’uso creativo delle righe, alternando tessuti rigati ad effetti ottenuti con applicazioni decorative o giustapposizioni di tessuti diversi.

I materiali usati sono stati scelti in base al desiderio di movimento ed alla necessità di protezione tipici di questa età, quindi comodi, leggeri e resistenti, adatti alla vita all’aria aperta e ad eventuali piogge. Non mancano tessuti freschi e pienamente estivi come la batista e la garza di cotone. Gli indumenti in jeans sono fatti con un tipo di denim leggero e morbido. Per la maglieria è stato scelto un misto cotone/canapa: ecologico, traspirante, fresco ma resistente. L’uso del sintetico è limitato ai capi impermeabili.

I colori sono in prevalenza chiari e luminosi, con tocchi accesi di rosso e di blu.

Le linee sono morbide senza eccedere in ampiezza.

Particolari: sono presenti tasche comode e facilmente accessibili, elastici inseriti in vita, allacciature con zip e automatici che promuovono l’autonomia nel vestirsi.

* Anch’io devo divertirmi un poco, a scrivere tutta ‘sta roba. Ve la spiego: dal medioevo ai primi del Novecento i tessuti a righe furono considerati trasgressivi (inizialmente addirittura diabolici) perchè un tale trovò nella Bibbia questa frase poco chiara e decise che si voleva intendere “di due colori”, cioè a righe. Per la cronaca, è una citazione inadatta. Nessuno la capisce e anche se fosse suonerebbe un po’ “dark”, quindi inappropriata al tema.

 

 

 

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