Surrealismo

Una parte di questa dispensa l’avete già, ma non credo tutte, e comunque in b/n.
Ora incollo tutto e aggiungo qualche immagine con un minimo di spiegazione.

Dadaismo e Surrealismo
Mentre in Europa infuria la prima guerra mondiale, nella neutrale Svizzera si ritrovano parecchi individui che non hanno interesse a parteciparvi. Alcuni di loro si riuniscono sotto un nome che non significa nulla: Dada.

Ricapitoliamo 30 anni di avanguardie:

  • Gli artisti intendono rappresentare la realtà in un modo fortemente emotivo (Espressionisti, Fauves).
  • Gli artisti intendono rappresentare la realtà mostrando sul quadro anche quello che non potrebbe essere visto su 2 dimensioni (Cubisti, Futuristi).
  • Gli artisti affermano sé stessi come creatori di realtà solo pittoriche (Astrattisti).
  • Gli artisti intendono rappresentare quello che c’è oltre la realtà cosciente (Surrealisti).

Riprendendo da prima, il Dadaismo (non citato qui sopra perchè non “intendevano” niente di quanto valeva per gli altri e ognuno faceva quel che voleva….) è un movimento culturale alla base del quale starebbe il caso. Uso il condizionale perché in varie opere appare chiaro come tale caso porti sempre a risultati che piacciono molto ai dadaisti stessi, il che è un po’ sospetto.
In linea di massima il Dadaismo è anarchico: in quanto tale, non apprezza le istituzioni ed è sovente distruttivo, al punto che un critico d’arte americano asserisce al riguardo che «la filosofia Dada è la cosa più malata, più paralizzante e più distruttiva che sia stata pensata dal cervello umano.” (per la cronaca, non esiste una filosofia Dada, esiste un “manifesto” volutamente provocatorio).
Questi signori ovviamente sono contro la guerra, ma sono anche, meno ovviamente essendo artisti, contro l’arte, o meglio sono a favore di un’arte che  nessuno, al tempo, può considerare tale.
duchamp-fontana-descrizione

Fontana, di Marcel Duchamp, 1917)

Da alcuni esponenti del Dadaismo, e in particolare lo scrittore e poeta Andrè Breton,  nasce il surrealismo. Breton ammira molto Freud e le sue teorie sull’inconscio, che ritiene tra le altre cose un modo per cambiare una società secondo lui basata su convenzioni e ingiustizie sociali. E’ infatti socialista.
Freud e il partito socialista invece non apprezzano molto i surrealisti: il primo ritiene che si faccia un uso troppo giocoso e casuale di quelle che per lui sono teorie scientifiche e cure mediche, il secondo vede l’arte surrealista come una degenerazione borghese.
Senza curarsene troppo Breton legge L’interpretazione dei sogni, scritta da Freud vent’anni prima, e giunge alla conclusione che sia inaccettabile il fatto che il sogno abbia così poco spazio nella civiltà moderna.
Molti artisti – che fanno cinema, pittura, scultura o altro – la pensano allo stesso modo e ognuno alla propria maniera cerca di attivare e rendere concreto il materiale inconscio sepolto dentro di sè.
Come?

I surrealisti si avvalgono di diverse tecniche: una di queste è il cadavre exquis (cadavere squisito), tecnica basata sulla casualità e sulla coralità, che prevede la collaborazione di più artisti. Uno di essi comincia l’operazione tracciando un disegno, una figura, che deve essere ignorata dagli altri, poi il foglio deve essere passato a tutti i partecipanti, uno per uno, i quali a loro volta, mantenendo nascosto il resto, disegneranno qualcosa. Questa tecnica è utilizzata anche in ambito poetico, ovvero aggiungendo uno per uno una parola, ignorando le precedenti. Il nome della tecnica deriva infatti da una poesia surrealista ottenuta nel modo suddetto: “Il cadavere squisito berrà il vino nuovo”.

L’obiettivo fondamentale quindi è “andare oltre la realtà” come dice il nome, al di sopra e al di là di essa, rendersi consci dell’inconscio.

Altre tecniche spesso utilizzate dai pittori di questo movimento, e in particolare da Max Ernst, sono: il frottage (strofinamento), il grattage (grattamento, raschiamento: vedi immagine sotto, La foresta imbalsamata, con i segni “graffiati” sullo spesso strato di colore facendo emergere la tela o il colore di fondo), il collage e il dripping.
ernst_la foresta_imbalsamata

Il collage è quello a sinistra e l’obiettivo è quello di far emergere paure inconsce. Osservate invece come il frottage – che Ernst ha tratto da chissà cosa – gli abbia poi (deduzione mia, piuttosto facile) ispirato il quadro.
Max Ernst è il primo ad utilizzare il dripping,  ma esso è reso famoso dopo la seconda guerra mondiale da Jackson Pollock (sotto).
Image property of the Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY.
Quadro realizzato tra la fine degli anni ’40 e i primi ’50.
Il pittore (che, chiariamo, non ha niente a che vedere col Surrealismo) si muoveva intorno e sopra alla tela distesa a terra lasciando colare o “lanciando” il colore, spesso a tempo di musica.
Pollock  è sicuramente, tra le altre cose, un astrattista, ma non si può dire che faccia parte delle avanguardie storiche: cronologicamente è ormai fuori da quel periodo, che per convenzione si conclude negli anni ‘30.

Altri celebri esponenti del surrealismo sono Salvador Dalì (oh ragazzi ho fatto lo slideshow, spero funzioni ovunque… e comunque sarò brava?) che lavora soprattutto sul materiale onirico (sogni) e gli accostamenti senza senso apparente, le deformazioni e quindi le paure dell’ignoto etc., e Joan Mirò.

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Mirò fa parte della corrente surrealista ma è più che altro un uomo molto affascinato dalla possibilità di creare cose strane, inventare forme, giocare insomma. Era meno politicizzato e legato ai dogmi del gruppo rispetto ad altri. Qui sotto vediamo un’opera che fa parte di una serie detta “costellazioni” perchè qualcuno vi ha visto un cielo con le stelle unite a formare strane figure.mirò_occhi

Analizziamo ora un’opera molto “densa” in ogni senso: Il carnevale di Arlecchino.

mirò_carnevaleQuest’opera viene dipinta intorno al 1924/25  e venne da qualcuno descritta come “un chiarimento del subconscio umano“. Perchè?
Possibile ipotesi: l’autore lascia completamente libera la fantasia di “ridare forma”, rimescolare, far interagire esseri strani, tutti sembrano “animali” anche quando sono solo strisce ondulate nere che attraversano lo spazio (perchè magari si tratta di una striscia con una grossa mano disneyana in fondo…). Tutto ciò sarebbe il mucchio di “creature-pensiero” che stanno dentro di noi, non del tutto slegate dalla realtà ma neanche ben organizzate. E tutte a far baldoria, come in questo caso, nel nostro subconscio o addirittura inconscio. Pronte ad affiorare prendendo un forma razionale, ma senza che noi possiamo dirigerle. Sotto qual forma verrà fuori, da questo mucchio di creature incomplete e “sbagliate”, il nostro prossimo pensiero razionale, non lo sappiamo. Tutto può fondersi e trasformarsi. Il pittore sembra suggerire di “lasciar fare”, giocare appunto, non precludersi mai pensieri nuovi per quanto possano apparire strani.

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2 pensieri riguardo “Surrealismo

  1. Loredana! Ciao. Spero di non risponderti due volte! L’ho già fatto stamattina ma ora il commento è sparito. È da ieri che succedono cose strane in rete… la peggiore è che anche le lettere serie che scrivevo venivano firmate anoma silvae e facevo la figura dell’idiota. Ciononostante, grazie dei complimenti. Mi hai dato la forza di correggere tutti gli errori di battitura….

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