Bevanda a base di canapa industriale

FINE copiaFinalmente posso mettere questo articolo sul blog avendo suddiviso i settori “piante” e “scuola”. Non so quanto ancora terrò la parte “scuola” per comunicare con i miei alunni a distanza … però è comodissimo il blog per gli studenti!

E comunque. Parliamo sempre di canapa industriale, quella che più legale non si potrebbe, ma la maggior parte delle persone non ha le idee chiare. Specie se ha sedici anni o un figlio di sedici anni che si fa qualche canna.

A parte cuocerla e mangiarla, farci l’olio essenziale e altro, uno dei modi di godere dei benefici di questa pianta è estrarne i principi tramite alcool e miele e poi, dato che il tutto deve risultare salutare, eliminare quasi del tutto l’alcool. Io chiamo questa bevanda canapino, sulla scia di termini quali nocino o laurino.
Ieri ne ho preparato un po’. Circa un mese fa avevo messo a macerare le cime di canapa con le foglie più giovani, tagliuzzando un po’ il tutto, in una miscela di alcool puro per liquori (circa il 70 % del liquido totale), acqua e miele. Ogni tanto, quando mi ricordavo, agitavo i barattoli di vetro. Ieri ho filtrato il tutto in un bollitore, con un colino coperto da una garza molto fitta perché non ci andasse neanche un frammento di pianta. Poi l’ho messo a bollire per far evaporare l’alcool, aggiungendo un po’ di miele perché all’assaggio mi sembrava troppo poco dolce.
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E qui è avvenuto il fenomeno che vedete in foto (il filmato è più suggestivo, ma qui non si può mettere), che in teoria non dovrebbe avvenire ma dà un gusto particolare alla bevanda: mi distraggo, errore fatale (dobbiamo molto agli errori, noi ricercatori; sul serio), il liquido bollendo esce dal contenitore ma invece di spegnere il fuoco, essendo così alcolico, lo fa entrare e brucia dentro al contenitore.
La fiamma è molto alta quindi è meglio starci attenti.
Ha continuato a bruciare per una decina di minuti, poi man mano che s’abbassava la gradazione alcoolica s’è abbassata la fiamma e infine si è spenta. Ho aggiunto un po’ d’acqua perché c’era rimasta davvero poca roba, e per esperienza con un sapore troppo forte. L’ho fatto bollire altri dieci minuti perché la nuova acqua si amalgamasse bene e l’ho travasato subito in una bottiglietta di vetro scuro, chiudendolo. Una volta raffreddato si mette in frigorifero.

Il risultato è una bevanda pochissimo alcolica (volendo non lo è per nulla, basta aggiungere acqua e farlo bollire ancora… io lascio che abbia qualche grado perché lo uso poco e così si conserva meglio) che contiene le proprietà della canapa estratte da alcool , miele e calore prolungato, e non è neanche cattiva. E’ un ottimo adattogeno. Aiuta cioè ad adattarsi alle circostanze. Come il ginseng, per dire, ma con principi attivi diversi. Io l’ho usato quest’estate durante gli esami di maturità, che dovevo condurre con 40 gradi all’ombra, le prime vampate da menopausa e un’infezione misteriosa in corso trasmessami da qualche zanzara, quindi sotto antibiotici, antistaminici e cortisone per non lasciar nulla al caso.
Una mescolanza di malattia e farmaci che unita al caldo poteva far di me una belva isterica o una massa inerte, invece ho potuto, tramite un sorso ogni tanto della bevanda -che tenevo nel mini-frigorifero scolastico- portare avanti le operazioni con le mie ben note efficienza e diplomazia, al punto che la presidente della commissione si è poi complimentata con la preside.
Il bello di questa sostanza è infatti che se presa in piccole dosi (un sorso penso sia l’equivalente di un cucchiaio, 2-3 volte al giorno) mi aiuta a sopportare la fatica fisica e il fastidio che spesso le persone e gli eventi procurano senza perdere un minimo di lucidità, anzi direi acquisendone poiché ho meno assilli. Non si nota subito, e non si deve far l’errore di prenderne ancora perché sembra non “faccia effetto”. Non deve fare alcun effetto specifico, ma evitare semmai l’effetto negativo di quel che accade, qualunque cosa sia. Prendendone troppa, un po’ per l’alcool un po’ perché è canapa (INDUSTRIALE!), la lucidità va a quel paese, tanto vale farsi una birra.
Credo di poter asserire che un miscuglio di tisana al trifoglio rosso (mai quello bianco che è velenoso) unito a un cucchiaio o due di questa bevanda potrebbe essere utile per i disturbi della menopausa, quali vampate e altri fastidi: tuttavia per poterlo verificare servirebbero alcuni mesi, e non ho abbastanza trifoglio. A dire il vero neanche – adesso – abbastanza fastidi. Fa freddo… una vampata di calore d’inverno non è un gran problema.

 

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2 pensieri riguardo “Bevanda a base di canapa industriale

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