Canapa!

effetti sul cervello del THCPrima puntata (perchè c’è molto da dire….)
E’ giunta l’ora di parlare un po’ di canapa. La mia è canapa industriale, come quella di Easyjoint che ultimamente ha fatto molto scalpore (complimenti ai produttori, ottima operazione commerciale).

Come la uso io è ampiamente descritto nel video di cui ogni tanto compare il link, cioè questo: https://youtu.be/sg1QxnhDef4.
Ho una sindrome reumatica da quando ero ragazzina e ho voluto provare, potendo coltivarla da sola, a usarla per curarmi e, come concludo nel video, sto meglio.

Ho meno dolore alle articolazioni, non ho più dermatite, la mia situazione ormonale si è regolarizzata, dormo meglio. Ciò detto e senza perciò sostenere che sia una panacea universale o che faccia gli stessi effetti a chiunque, vorrei parlare dell’”altra” canapa, quella che è proibita (come sempre, il motivo è economico: negli anni ’30 si rese necessario far sparire questa pianta per usare al suo posto, per far tante cose, un po’ di derivati del petrolio, e si scoprì allora che era una tremenda droga, la storia è nota, cercatevela se non la conoscete).

Posto che l’essere umano, così come molti altri animali, ama drogarsi, per farlo usa quello che trova sul suolo dove ha la ventura di vivere. In Asia c’era la canapa – tra le altre cose -. Per cui si sostiene che dal neolitico (e perché non da prima?) essa veniva consumata a scopi vari.

Il mio maestro Emmanuel Anati (lui non lo sa, d’esser stato mio maestro) spiegava trent’anni fa come tra i vari prodotti artistici della preistoria ci siano gli “psicogrammi”, ovvero disegni e incisioni che sembrano non avere alcun significato realistico o simbolico, ma essere, come è molta arte contemporanea, l’espressione più pura di uno stato d’animo in preda ad intensa emozione. E aggiungeva che l’uomo preistorico, non assuefatto da millenni a sostanze dopanti, riusciva a entrare in questi stati anche con vegetali per noi insignificanti, come l’aglio e tante erbe selvatiche. In seguito lo stesso Anati ha cercato di dare un significato anche agli psicogrammi. Io preferisco la vecchia versione. La preistoria ha questo di bello, puoi scegliere di credere a quel che ti piace di più.

Io quindi credo siano esempi di energia magica estrinsecata in segni e forme. Magica poiché entra in gioco quello che oggi chiameremmo l’elemento religioso, che in quel tempo non concepisce, probabilmente, divinità come le intendiamo oggi, ma spiriti e forze, eventualmente riconducibili tutte al flusso d’energia universale che è una certezza anche per la fisica moderna, che non si esprimerebbe mai in questi termini ma insomma l’energia scorre, non importa che ci crediamo o no. Gli atomi e le loro particelle non stanno mai fermi, e ogni minimo cambiamento genera energia. Non è questione di fede, per noi. Per l’uomo preistorico sì. L’energia la percepiva in sé e nella natura, ed era energia mutevole.

Bene- torniamo alla canapa. L’occidente si fida molto di Erodoto che così raccontava degli Sciti:
«Nel paese degli Sciti cresce una pianta chiamata cannabis, che assomiglia molto al lino, se non che è più grossa e più alta. Gli Sciti se ne servono per abbandonarsi a certe pratiche loro particolari. Ecco in quale maniera essi procedono. All’interno di una capanna, accuratamente chiusa, essi spargono dei semi di canapa su alcune pietre incandescenti, posate sul fondo di una buca. Il fumo odoroso che sprigiona dai semi bruciati li inebria e li eccita al punto che si mettono a urlare.»
Erodoto, ammesso che abbia partecipato a tale cerimonia, doveva essere piuttosto fatto, e non si è reso conto che o non erano semi o non era canapa. I semi di canapa non contengono alcuna sostanza psicoattiva. Sono ricchi di Omega 3 e contengono i mitici “8 amminoacidi essenziali”, quelli necessari alla sintesi proteica che il nostro corpo non produce. Questa cosa è rarissima nel mondo vegetale. Quasi unica. E contengono tante altre nutrienti e benefiche sostanze. Ma niente che faccia urlare.

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7 pensieri riguardo “Canapa!

  1. Grazie Freg, e in relazione al tuo nome, aggiungo una precisazione: si sostiene che la cannabis faccia venir fame e proprio per questo viene usata per aiutare a mangiare chi ha nausee o comunque è molto deperito per motivi di solito gravi. Ecco, questo appetito “anomalo” è un portato delle alte concentrazioni di THC in uso nella canapa terapeutica nata a questo scopo e nella comune marijuana attuale, e sottolineo attuale, che rispetto a quella circolante quarant’anni ne contiene in media dieci volte tanto. Io che non ho mai fumato ma conosciuto molti che lo facevano abitualmente assicuro che di ‘sta fame chimica indotta dal fumo non ho mai sentito parlare fino ad un ventennio fa. La cannabis è stata modificata geneticamente al fine di selezionare varianti che dessero “la botta”, e questo è il risultato. Perchè poi vogliate ‘sta botta, beate creature, io non lo so… Con la canapa industriale e/o a basso contenuto di THC ci si mantiene belli snelli o in ogni caso come si era prima.

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    1. Grazie Renzo, piacere mio. Un piacere particolare nel vedere che la faticosissima, per me, organizzazione che sto cercando di dare all’ammasso di informazioni che vorrei definire blog sta funzionando… se no col cavolo che trovavi questo vecchio post. A cui seguiranno, sull’argomento, altri, poichè la storia mitica di questa pianta è appena iniziata…

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