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Questo blog è nato per parlare di piante, antropologia, alchimia e tradizione a riguardo.
Poi, per quanto all’autrice piacesse moltissimo scriverci su, aveva sempre un sacco da fare e si dimenticava persino di rendere il favore a quei pochi che venivano a leggere e commentavano qualcosa.
Nel frattempo aveva ceduto al più famoso dei social e lì tutto appariva più semplice.
Due faccine e via.
La coltivazione delle piante inoltre non è cosa che si sbrighi in poco tempo. Non sono mai a a posto, queste piante (tutti questi grassetti me li ha suggeriti un esperto). E l’autrice ne coltiva tante, di piante (pure la ripetizione di alcune parole, sempre colpa sua) ma insomma, nonostante il poco tempo, l’amore è amore e questo blog lo amava.

Fine del racconto edificante e ripresa della prima persona singolare.

Alcune cose cambiano e altre restano. I fatti della vita, la politica intesa come vita in comune, l’attualità, i cambiamenti climatici, sono tali da rendere impossibile non dedicare una sezione anche a loro. Mi piacerebbe tanto che questo divenisse uno spazio di discussione e una base d’azione. Di proposte di vita innovative, rispettose degli equilibri naturali, della libertà personale e prive di obbedienza a schemi preconcetti.
Le piante ci insegnano.
Nessuna pianta si adeguerà mai a uno schema preconcetto o crederà a cose inverosimili.
Provateci pure: niente da fare.

Ogni sua parte, non avendo un sistema nervoso centrale a comandare, agisce come meglio crede, e lo sa, cos’è meglio. Quello che non può fare un ramo spezzato forse lo farà un altro rimasto integro, forse lo farà una radice.
Insomma le varie parti delle piante operano nel proprio interesse e insieme nell’interesse dell’intero organismo, ma senza gerarchie. Il tronco non è mai superiore ad una foglia: hanno compiti diversi e a volte intercambiabili, ma non è più importante uno di un altro. Nessuna radice si permetterà mai di dire ad un frutto cosa fare. E questa, gente mia dolce, è anarchia.
La più splendida e vera.
Ove tutte le parti di un organismo, come una comunità, vivono la propria esistenza in modo tale da collaborare in piena libertà alla vita di tutte le altre parti, e quindi alla propria.

Qui mi dicono che c’è una foto in evidenza. Chissà dove e come apparirà, comunque rappresenta chi ora scrive, nel normale esercizio delle sue funzioni.
Buone letture e buone conversazioni.
Non fate, per favore, polemiche inutili. Discutere è bello, ripetere cose stradette e strasentite è solo un fastidio per il prossimo, e un insulto alla propria dignità.